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Victoria Archontis STUDIO 

Victoria Archontis STUDIO via Garibaldi n°17 09010 Narcao (+39) 3481498583

Tra memoria e progetto - Victoria Archontis STUDIO-Methodic Creativity

29/08/2026 16:39

Victoria Archontis

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Tra memoria e progetto - Victoria Archontis STUDIO-Methodic Creativity

Victoria Archontis racconta il recupero di una casa tradizionale a Carloforte e il metodo Methodic Creativity, tra architettura, memoria e identità.

Una casa tabarchina nel cuore di Carloforte

Passeggiando tra le strade del centro storico di Carloforte, lo sguardo viene naturalmente attratto verso l’alto. Le facciate dai colori intensi, i piccoli balconi in ferro battuto sostenuti da mensole in marmo, la pietra lasciata a vista e gli antichi infissi raccontano un’identità architettonica precisa, costruita nel tempo attraverso materiali, tecniche artigianali e influenze mediterranee.

È in uno di questi scorci che si trova una piccola abitazione sviluppata su tre livelli: una casa capace di custodire la tradizione tabarchina e, al tempo stesso, di accogliere la personalità vivace e cosmopolita della sua proprietaria.

Di origini genovesi e residente a Milano, la cliente ha scelto Carloforte come luogo in cui trascorrere non soltanto le vacanze, ma periodi sempre più lunghi dell’anno. La passione per i viaggi, la lettura e gli oggetti capaci di raccontare una storia ha dato alla casa un carattere personale, libero da rigide appartenenze stilistiche.

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Valorizzare ciò che la casa custodisce

Al momento dell’acquisto, l’elemento che aveva immediatamente conquistato la proprietaria era la piccola veranda all’ultimo piano, affacciata sul paesaggio carlofortino. Uno spazio raccolto, ideale per lavorare da remoto, leggere o condividere una cena informale con gli amici.

Con il tempo, però, è emerso con chiarezza che il valore dell’abitazione non risiedeva soltanto nella vista panoramica. Ogni piano conservava materiali, lavorazioni e dettagli meritevoli di essere recuperati.

Quando la cliente si è rivolta a me per la gestione delle autorizzazioni comunali necessarie all’avvio dei lavori, il punto di partenza è stato quindi immediato: riconoscere il carattere dell’edificio e valorizzare l’esistente, senza cancellarne le imperfezioni e le tracce del tempo.

Questa lettura anticipava alcuni principi che oggi definiscono il metodo di Victoria Archontis STUDIO — Methodic Creativity: osservare, comprendere, confrontare e scegliere. Un processo nel quale la creatività non è un gesto isolato, ma nasce dall’analisi consapevole dello spazio, della sua storia e delle persone che lo abiteranno.

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Il recupero della facciata tradizionale

La facciata presentava alcune porzioni ammalorate, che sono state consolidate prima della nuova tinteggiatura. È stato ripristinato il colore originario, un giallo senape intenso e profondamente legato all’immagine urbana di Carloforte.

Anche il piccolo balcone ha conservato la sua configurazione tradizionale: la ringhiera in ferro battuto è ancorata a una lastra in marmo bianco, sostenuta dalle tipiche mensole strutturali. Ogni intervento è stato eseguito rispettando forme, proporzioni e materiali preesistenti.

L’ingresso è segnato da un’antica porta in legno massello, restaurata da un artigiano locale insieme alle porte interne. Il recupero non ne ha cancellato il tempo, ma ha restituito leggibilità alla materia e alle lavorazioni originali.

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Una casa distribuita su tre livelli

L’abitazione si sviluppa verticalmente secondo una configurazione ricorrente nel centro storico: al piano terra si trovano il soggiorno e il bagno; il primo piano ospita la camera da letto e un piccolo servizio; all’ultimo livello sono collocati l’angolo cottura e la veranda panoramica.

Al piano terra, la parete in pietra faccia a vista occupa l’intera lunghezza del soggiorno e costituisce uno degli elementi più rappresentativi della casa. Il suo recupero è stato anche uno degli interventi più delicati: è stato necessario ripulire accuratamente le fughe tra gli elementi lapidei e consolidare le parti interessate mediante materiali idonei.

La pietra diventa così lo sfondo materico di una composizione eclettica, costruita dalla proprietaria attraverso oggetti scelti nel tempo: una sedia realizzata e decorata a mano, ispirata all’architettura delle Cinque Terre; un comodino dai colori accesi e dalle influenze etniche; un veliero in legno che richiama la cultura marinara genovese.

Non si tratta di elementi coordinati secondo un’unica tendenza, ma di presenze legate da un racconto personale. È proprio questa stratificazione a rendere autentico l’ambiente.

Cementine, pietra e lavorazioni artigianali

I collegamenti verticali sono affidati alle caratteristiche scale carlofortine, con pedate in pietra e alzate rivestite in cementine decorate. Le stesse cementine sono state conservate anche nei pavimenti dei livelli superiori, nella camera da letto e nell’angolo cottura.

Nella camera, il pavimento originale è stato trattato da una ditta specializzata, recuperandone colori, geometrie e qualità materica. La conservazione delle cementine non risponde soltanto a una scelta estetica: permette di mantenere continuità con la storia dell’edificio e di riconoscere il valore delle lavorazioni tradizionali.

Una camera tra Carloforte e memorie di viaggio

La camera da letto esprime con particolare intensità l’incontro tra identità locale e sensibilità personale. Il letto matrimoniale è racchiuso da un baldacchino in legno e lino bianco, mentre al posto della testata è collocata un’opera di un artista carlofortino, riconoscibile per l’uso di colori intensi e forme ormai profondamente associate all’immaginario dell’isola.

Accanto al letto, un armadio in legno massello dalle linee classiche introduce una presenza più rigorosa, equilibrando la leggerezza del baldacchino e la forza cromatica del dipinto. Una sedia in legno, completata da un cuscino in velluto colorato, crea un raccordo visivo tra arredi, tessuti e opera d’arte.

Ogni elemento mantiene la propria individualità, ma partecipa a un insieme coerente, intimo e vissuto.

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Methodic Creativity: progettare partendo dall’identità

Ogni progetto nasce da una domanda essenziale: che cosa rende davvero unico questo spazio?

In questa casa, la veranda panoramica rappresentava il primo elemento di attrazione, ma non esauriva il valore dell’abitazione. La pietra, le cementine, le scale, le porte restaurate, la facciata e gli oggetti raccolti dalla proprietaria compongono un racconto più articolato, nel quale architettura e vita quotidiana si sovrappongono.

Il metodo Methodic Creativity applica una visione progettuale nella quale sensibilità e metodo procedono insieme. Si osservano la luce, le proporzioni, i materiali e i gesti dell’abitare; si distinguono gli elementi da conservare da quelli da reinterpretare; si confrontano possibilità diverse prima di arrivare a una scelta consapevole.

Valorizzare l’esistente non significa lasciare tutto immutato. Significa comprendere ciò che possiede valore, intervenire con precisione e costruire un nuovo equilibrio senza cancellare l’identità originaria.

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Progettare un piccolo angolo di serenità

In questa casa tabarchina, il passato non è diventato una semplice citazione decorativa. È rimasto materia viva: il vecchio ha ritrovato una nuova funzione, gli elementi più sobri sono stati accesi dal colore e una casa inizialmente immaginata per l’estate si è trasformata in un rifugio personale da abitare durante tutto l’anno.

Sono Victoria Archontis, ingegnere edile-architetto e founder di Victoria Archontis STUDIO. Attraverso il metodo Methodic Creativity, sviluppo progetti di architettura, interior e lighting design nei quali tecnica, creatività e identità dialogano per dare forma a spazi autentici, funzionali e capaci di durare nel tempo.

Hai una casa da ristrutturare o un immobile di cui vuoi comprendere il reale potenziale? Contatta Victoria Archontis STUDIO per una consulenza preliminare e iniziamo a costruire un progetto consapevole, a partire da ciò che rende unico il tuo spazio.

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